Vai al contenuto
Fatturazione elettronica

Ritenuta d'acconto in fattura: calcolo, esempi e versamento

Aggiornata il 6 minuti di lettura

La ritenuta d'acconto è la parte del compenso che il cliente, se è un sostituto d'imposta, trattiene al professionista e versa all'Erario per suo conto. Per i lavoratori autonomi è pari al 20% del compenso (IVA esclusa), si indica nella fattura elettronica nel blocco DatiRitenuta e il cliente la versa con F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento. Il professionista la recupera in dichiarazione come acconto IRPEF.

Chi applica la ritenuta e a chi

Per avere la ritenuta servono due condizioni: chi paga deve essere un sostituto d'imposta e chi incassa deve percepire un reddito soggetto a ritenuta.

Sono sostituti d'imposta, tra gli altri: società ed enti, imprese individuali in regime ordinario o semplificato, professionisti, condomìni, enti pubblici. Non lo sono i privati consumatori e i contribuenti in regime forfettario, che per legge non devono operare ritenute su quello che pagano.

Subiscono la ritenuta, nei casi più comuni:

ChiAliquotaBase di calcolo
Professionisti e lavoratori autonomi abituali in regime ordinario20%compenso, compresa la rivalsa INPS 4%
Prestatori occasionali (ricevuta, non fattura)20%compenso lordo
Agenti e rappresentanti di commercio23%50% delle provvigioni (20% se si avvalgono in modo continuativo di dipendenti o terzi)
Percipienti non residenti30%compenso

Non subiscono la ritenuta i forfettari e i contribuenti in regime di vantaggio, purché lo dichiarino (di solito con una dicitura in fattura). Per loro vale quanto spiegato nella guida alla fattura elettronica del forfettario.

Quindi lo stesso avvocato, sulla stessa prestazione, avrà la ritenuta se fattura a una SRL e non l'avrà se fattura a un privato che lo ha incaricato per una causa personale.

Su cosa si calcola il 20%

La base della ritenuta è il compenso del professionista. Le regole pratiche:

  • IVA: mai nella base;
  • rivalsa INPS 4% (Gestione separata): fa parte del compenso, quindi è soggetta a ritenuta;
  • contributo integrativo delle casse professionali (per esempio il 4% di ingegneri, architetti, commercialisti o avvocati): non è soggetto a ritenuta;
  • spese anticipate in nome e per conto del cliente (art. 15 DPR 633/1972, come i diritti di segreteria o i bolli pagati per una pratica): fuori dalla base, se documentate;
  • rimborsi spese forfettari o riaddebitati (trasferte, materiali): fanno parte del compenso e sono soggetti a ritenuta;
  • bollo da 2 euro: se lo addebiti al cliente come rimborso, resta fuori dalla base.

Esempio 1: professionista iscritto alla Gestione separata INPS

Un consulente informatico fattura 1.000 euro a una società.

VoceImporto
Compenso1.000,00 €
Rivalsa INPS 4%40,00 €
Imponibile IVA1.040,00 €
IVA 22%228,80 €
Totale fattura1.268,80 €
Ritenuta 20% su 1.040,00 €− 208,00 €
Netto da pagare1.060,80 €

Esempio 2: professionista con cassa privata

Un ingegnere fattura 1.000 euro a un'impresa edile, con contributo integrativo Inarcassa del 4%.

VoceImporto
Compenso1.000,00 €
Contributo integrativo 4%40,00 €
Imponibile IVA1.040,00 €
IVA 22%228,80 €
Totale fattura1.268,80 €
Ritenuta 20% su 1.000,00 €− 200,00 €
Netto da pagare1.068,80 €

La differenza tra i due esempi sta tutta qui: la rivalsa INPS entra nella base della ritenuta, il contributo integrativo della cassa no.

Esempio 3: agente di commercio

Un agente monomandatario con provvigioni per 5.000 euro, senza dipendenti: la ritenuta è il 23% sul 50% delle provvigioni, cioè 23% di 2.500 = 575 euro. Se l'agente comunica al preponente di avvalersi in modo continuativo di dipendenti o terzi, la base scende al 20%: 23% di 1.000 = 230 euro.

Come si compila la ritenuta nella fattura elettronica

Nel file XML la ritenuta si gestisce in tre punti.

  1. Blocco DatiRitenuta (nei dati generali del documento):
    • TipoRitenuta: RT01 se il professionista è una persona fisica, RT02 se è una persona giuridica;
    • ImportoRitenuta: l'importo trattenuto (208,00 nell'esempio 1);
    • AliquotaRitenuta: 20.00;
    • CausalePagamento: la causale del modello 770, di solito A per le prestazioni di lavoro autonomo abituale (gli agenti usano altre causali, come R o Q).
  2. Riga della prestazione: il campo Ritenuta va impostato a SI sulle righe soggette.
  3. Blocco DatiCassaPrevidenziale: se c'è la rivalsa INPS, anche qui il campo Ritenuta va a SI; per il contributo integrativo delle casse private no.

Nei dati di pagamento, l'importo da incassare è il netto (1.060,80 nell'esempio 1), non il totale documento. È un dettaglio che molti trascurano e che crea confusione nelle riconciliazioni bancarie.

Le specifiche tecniche consentono di indicare più blocchi DatiRitenuta nella stessa fattura, utile quando insieme alla ritenuta fiscale c'è un contributo previdenziale trattenuto alla fonte (per esempio ENASARCO, codice RT04).

Cosa deve fare il cliente sostituto d'imposta

Chi paga la fattura si assume tre obblighi.

Versare la ritenuta

La ritenuta va versata con F24 entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento, non della fattura. Se il 16 cade di sabato o in un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo. I codici tributo più usati sono:

  • 1040: ritenute su redditi di lavoro autonomo (compensi per professioni, prestazioni occasionali);
  • 1038: ritenute su provvigioni di agenti e rappresentanti.

Esempio: il cliente paga la fattura dell'esempio 1 il 28 ottobre 2026. Deve versare 208 euro con codice 1040 entro lunedì 16 novembre 2026. Per chi versa in ritardo c'è il ravvedimento operoso. Gli altri codici F24 più frequenti sono raccolti nella guida ai codici tributo IVA nell'F24.

Rilasciare la Certificazione Unica

Entro il 16 marzo dell'anno successivo il sostituto consegna al professionista la Certificazione Unica con compensi e ritenute dell'anno, e la trasmette all'Agenzia delle Entrate. È il documento con cui il professionista scomputa le ritenute in dichiarazione.

Dichiararla nel modello 770

Le ritenute operate e versate si riepilogano nel modello 770, che si presenta entro il 31 ottobre dell'anno successivo.

Novità 2026 sulle ritenute

La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) ha esteso la ritenuta sulle provvigioni a categorie prima escluse. Dalle provvigioni pagate dal 1° marzo 2026 la ritenuta del 23% sul 50% (o sul 20% con dipendenti) si applica anche ad agenzie di viaggio e turismo, agenti, raccomandatari e mediatori marittimi e aerei, e agli agenti e commissionari delle imprese petrolifere per le prestazioni rese direttamente a queste ultime.

Sempre dal 2026, le regole sui versamenti delle ritenute sono confluite nel nuovo Testo unico versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025), senza cambiare le scadenze ordinarie.

Il punto di vista del professionista

Per chi emette la fattura, la ritenuta non è un costo: è un acconto delle imposte. A fine anno, nella dichiarazione dei redditi, le ritenute certificate si sottraggono dall'IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l'imposta, si genera un credito da usare in compensazione o chiedere a rimborso; succede spesso a chi lavora quasi solo per aziende e ha costi alti.

Due controlli da fare ogni anno:

  • confronta le Certificazioni Uniche ricevute con le fatture incassate e segnala subito al cliente eventuali errori;
  • ricorda che conta la data di pagamento: una fattura di dicembre pagata a gennaio porta la ritenuta nell'anno nuovo.

Con Fatturando.online imposti una volta il tuo profilo (Gestione separata o cassa privata, persona fisica o società) e ogni fattura calcola ritenuta, rivalsa o contributo integrativo e netto da pagare, compilando l'XML con i blocchi corretti. Il commercialista ritrova poi i dati nella contabilità senza doverli ricopiare.

Domande frequenti

La ritenuta d'acconto si calcola sul totale della fattura?

No. Si calcola sul compenso, IVA esclusa. La rivalsa INPS 4% entra nella base, mentre il contributo integrativo delle casse professionali e le spese anticipate per conto del cliente restano fuori.

Se fatturo a un privato devo applicare la ritenuta?

No. Il privato consumatore non è sostituto d'imposta e paga l'intero importo. Lo stesso vale se il cliente è un forfettario, che per legge non opera ritenute.

Entro quando il cliente deve versare la ritenuta?

Entro il 16 del mese successivo a quello in cui ha pagato la fattura, con F24 e codice tributo 1040 per i professionisti. Se il 16 è sabato o festivo, la scadenza passa al primo giorno lavorativo successivo.

Che cosa indico nel campo CausalePagamento?

È la causale del modello 770. Per le prestazioni di lavoro autonomo abituale si usa A; per le provvigioni degli agenti e altri casi specifici esistono causali diverse, indicate nelle istruzioni della Certificazione Unica.

Prova Fatturando.online

Fatture elettroniche con XML validato, scadenziario fiscale, IVA e LIPE per imprese e commercialisti. 14 giorni gratis, senza carta.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista sul caso specifico.

Leggi anche