Codice destinatario SDI: cos'è, dove trovarlo e quando usare 0000000
Aggiornata il 7 minuti di lettura
Il codice destinatario è l'"indirizzo" a cui il Sistema di Interscambio consegna una fattura elettronica. Per imprese e professionisti è un codice alfanumerico di 7 caratteri, per la Pubblica Amministrazione è il codice univoco ufficio di 6 caratteri. Se il cliente riceve via PEC, oppure è un privato senza canale, si scrive "0000000"; se è estero, "XXXXXXX".
Sembra un dettaglio, ma è il campo che decide dove arriva la fattura. Vediamo come funziona, dove si trova e cosa succede quando è sbagliato.
A cosa serve il codice destinatario
Quando inviate una fattura elettronica, non la mandate direttamente al cliente: la consegnate allo SDI, che dopo i controlli la inoltra al canale indicato nel file. Il codice destinatario identifica quel canale. Di solito non appartiene al cliente in sé, ma al software o all'intermediario che il cliente usa per ricevere le fatture.
Per questo due aziende diverse che usano lo stesso programma possono avere lo stesso codice destinatario: lo SDI recapita al canale giusto e il software smista poi le fatture in base alla partita IVA del destinatario. Non c'è nulla di strano se il codice che vi comunica un cliente lo avete già visto su un altro.
I casi possibili, in una tabella
| Cliente | Codice destinatario | Cosa compilare in più |
|---|---|---|
| Impresa o professionista con codice | Codice di 7 caratteri (es. ABC1234) | Partita IVA del cliente |
| Impresa o professionista con sola PEC | 0000000 | Indirizzo PEC nel campo dedicato |
| Impresa o professionista senza canale comunicato | 0000000 | Partita IVA del cliente |
| Privato consumatore | 0000000 | Codice fiscale del cliente |
| Forfettario, minimo, agricoltore in esonero | 0000000 se non ha comunicato altro | Partita IVA o codice fiscale |
| Pubblica Amministrazione | Codice univoco ufficio di 6 caratteri | Eventuali CIG, CUP, riferimenti d'ordine |
| Cliente estero | XXXXXXX | Identificativo fiscale estero e paese |
Il codice "0000000" con la PEC
Se il cliente vi ha dato solo un indirizzo PEC, il codice destinatario va compilato con sette zeri e la PEC va nel campo "PEC destinatario" del file. Lo SDI consegnerà la fattura a quella casella. Attenzione: la PEC deve essere una casella attiva e capace di ricevere. Se è piena o disattivata, il recapito fallisce.
Il codice "0000000" senza nient'altro
Se il cliente è un privato, oppure un'impresa che non vi ha comunicato alcun canale, si usano comunque i sette zeri. In questo caso lo SDI non sa dove recapitare il file: la fattura viene messa a disposizione del cliente nella sua area riservata del portale "Fatture e Corrispettivi" e voi ricevete una ricevuta di impossibilità di recapito.
Niente panico: la fattura è emessa regolarmente. Dovete solo informare il cliente, con un altro mezzo (email, consegna a mano, copia PDF), che l'originale è disponibile nella sua area riservata. Per i privati la prassi è consegnare sempre una copia leggibile.
Il codice "XXXXXXX" per l'estero
Per i clienti non residenti e non stabiliti in Italia il codice destinatario si compila con sette X. La fattura non arriva al cliente tramite SDI, ma i dati vengono comunque trasmessi all'Agenzia, ed è così che si adempie alla comunicazione delle operazioni con l'estero. Al cliente straniero mandate la fattura nel formato che preferisce, di solito un PDF.
Il codice univoco ufficio della PA
Per le fatture alla Pubblica Amministrazione il codice è di 6 caratteri e identifica il singolo ufficio destinatario, non l'ente nel suo insieme. Si trova nell'Indice dei domicili digitali della Pubblica Amministrazione (IndicePA), cercando l'ente e l'ufficio deputato alla fatturazione elettronica. Spesso è l'ente stesso a comunicarlo nell'ordine o nel contratto, insieme al CIG. Qui non si può usare "0000000": serve il codice corretto, altrimenti la fattura viene scartata. Il percorso completo è nella guida alla fattura elettronica alla PA.
Dove trovare il codice destinatario di un cliente
Non esiste un elenco pubblico dei codici destinatari delle imprese. Le strade sono queste:
- Chiederlo al cliente. È la soluzione più semplice. Molte aziende lo indicano in calce alle email, nei preventivi o nel modulo di apertura anagrafica.
- Il QR code. Dal proprio cassetto fiscale o dal portale Fatture e Corrispettivi ciascun contribuente può generare un QR code con i propri dati di fatturazione, compreso l'indirizzo telematico registrato. Il cliente ve lo mostra e voi lo leggete con lo smartphone.
- I documenti precedenti. Se il cliente vi ha già emesso fatture, il codice che usa per ricevere non è necessariamente quello da cui invia, quindi non copiatelo dalle fatture che ricevete da lui.
Il codice destinatario non compare nella visura camerale, e non va confuso con il codice fiscale, la partita IVA o il codice ATECO.
Registrare il proprio indirizzo telematico
Se ricevete fatture, c'è un servizio che vi conviene attivare: la registrazione dell'indirizzo telematico nel portale Fatture e Corrispettivi. Indicate una volta per tutte il codice destinatario o la PEC su cui volete ricevere, e lo SDI consegnerà lì tutte le fatture destinate alla vostra partita IVA, qualunque codice abbia scritto il fornitore.
È la soluzione contro i fornitori che usano un codice vecchio, o che lasciano "0000000" per abitudine. Con l'indirizzo registrato, le fatture arrivano comunque al vostro software o alla vostra PEC. L'operazione può essere fatta anche dal commercialista, se ha la delega al servizio. Ne parliamo anche nella guida su come ricevere le fatture elettroniche.
Cosa succede se il codice destinatario è sbagliato
Ci sono tre scenari diversi, con conseguenze diverse.
Il codice non esiste. Se scrivete un codice che non corrisponde a nessun canale accreditato, lo SDI scarta la fattura. Va corretta e reinviata entro 5 giorni lavorativi dalla notifica di scarto; in questo caso si può mantenere lo stesso numero e la stessa data.
Il codice esiste ma non è quello del cliente. Lo SDI non può saperlo: consegna la fattura al canale indicato. Se il cliente ha registrato il proprio indirizzo telematico, la fattura arriva comunque a lui, perché la registrazione prevale. Se non l'ha fatto, la fattura finisce a un altro canale. Resta però emessa e valida, ed è sempre visibile al cliente nella sua area riservata: basta avvisarlo.
Avete usato "0000000" per un cliente che aveva un codice. La fattura è valida, ma il cliente non la riceve nel suo gestionale (a meno che abbia registrato l'indirizzo telematico). La trova comunque nell'area riservata. Non serve riemetterla: avvisatelo e aggiornate l'anagrafica per la volta successiva.
Errori sul codice destinatario, quindi, raramente richiedono una nota di credito. La regola generale resta questa: una fattura accettata dallo SDI non si annulla, si storna. Se invece è stata scartata, si corregge e si reinvia.
Un esempio pratico
Una piccola agenzia di comunicazione ha tre clienti nuovi questo mese:
- Una SRL che comunica il codice "M5UXCR1": lo si inserisce e si indica la partita IVA. La fattura arriva nel loro gestionale con ricevuta di consegna.
- Un libero professionista che dà solo la sua PEC: codice "0000000", PEC nel campo dedicato. Ricevuta di consegna, fattura nella casella del cliente.
- Un privato che ha commissionato un logo: codice "0000000" e codice fiscale. Arriva una ricevuta di impossibilità di recapito, l'agenzia manda al cliente il PDF e lo avvisa che l'originale è nella sua area riservata.
Tre fatture, tre situazioni, nessuno scarto.
Tenere in ordine le anagrafiche
La maggior parte dei problemi con il codice destinatario nasce da anagrafiche clienti incomplete o vecchie. Conviene chiedere i dati di fatturazione elettronica al momento del preventivo, salvarli una volta e non riscriverli a mano a ogni fattura.
In Fatturando.online codice destinatario, PEC e regime del cliente si salvano nell'anagrafica e vengono riportati in automatico; il file XML viene validato sullo schema ufficiale prima di uscire, così un codice di lunghezza sbagliata emerge subito. La trasmissione allo SDI tramite intermediario accreditato è in fase di attivazione.
Domande frequenti
Il codice destinatario è obbligatorio?
Sì, il campo va sempre compilato. Se non conoscete un codice valido o il cliente usa la PEC o è un privato, si inserisce "0000000"; per i clienti esteri "XXXXXXX"; per la PA il codice univoco ufficio di 6 caratteri.
Il codice destinatario è lo stesso del codice SDI?
Nel linguaggio comune sì: "codice SDI", "codice univoco" e "codice destinatario" indicano la stessa cosa, cioè il codice del canale a cui lo SDI consegna le fatture.
Un privato può avere un codice destinatario?
Di solito no, e non è tenuto ad averlo. Per i privati si usa "0000000" con il codice fiscale; la fattura sarà consultabile nella sua area riservata del sito dell'Agenzia.
Posso cambiare il mio codice destinatario?
Sì. Se cambiate software, il nuovo fornitore vi darà un nuovo codice: comunicatelo ai fornitori e, soprattutto, aggiornate l'indirizzo telematico registrato nel portale Fatture e Corrispettivi, che prevale su quanto scritto in fattura.
Ho messo un codice sbagliato: devo fare una nota di credito?
Se la fattura è stata scartata, no: la correggete e la reinviate entro 5 giorni lavorativi. Se è stata accettata e consegnata altrove, la fattura resta valida: avvisate il cliente che la trova nella sua area riservata.
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Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista sul caso specifico.

