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Fatturazione elettronica

Fattura elettronica nel regime forfettario: come compilarla bene

Aggiornata il 7 minuti di lettura

Dal 1° gennaio 2024 tutti i contribuenti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio, a prescindere dai ricavi. La fattura non riporta l'IVA, indica il regime fiscale RF19, la natura N2.2 e la dicitura che richiama la legge del forfettario, e sconta il bollo da 2 euro se supera 77,47 euro. Vediamo campo per campo come farla senza errori.

Chi è obbligato e da quando

Fino al 2023 l'obbligo valeva solo per i forfettari con ricavi o compensi sopra i 25.000 euro nell'anno precedente. Dal 2024 la soglia è sparita: qualsiasi partita IVA forfettaria, anche appena aperta, deve emettere le fatture verso clienti italiani in formato XML e trasmetterle allo SDI.

L'obbligo riguarda sia le fatture verso aziende e professionisti (B2B) sia quelle verso privati consumatori (B2C). Nel secondo caso il cliente non ha un codice destinatario: si inserisce il codice convenzionale 0000000 e il codice fiscale del cliente, e gli si consegna una copia di cortesia in PDF. La fattura "vera", quella che conta fiscalmente, resta il file XML passato dallo SDI.

C'è un'eccezione importante. Chi invia i dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria (medici, psicologi, fisioterapisti, odontoiatri e le altre figure tenute all'invio) non può emettere fattura elettronica via SDI per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Il divieto, rinnovato per anni con proroghe annuali, è stato reso stabile dal decreto legislativo 81/2025. Per quelle prestazioni si continua con la fattura cartacea o in PDF; per tutto il resto (per esempio una consulenza a una clinica) si usa la fattura elettronica normale.

I campi che cambiano rispetto a una fattura con IVA

Una fattura elettronica del forfettario ha la stessa struttura di qualsiasi altra fattura: tipo documento TD01, dati del cedente e del cliente, numero progressivo, data, righe con descrizione e importo. A cambiare sono tre elementi.

Regime fiscale RF19

Nella sezione del cedente/prestatore va indicato il campo RegimeFiscale con il valore RF19 (regime forfettario, art. 1, commi 54-89, legge 190/2014). È il dato che dice all'Agenzia delle Entrate che sei un forfettario. Lasciare RF01 (ordinario) è un errore frequente quando si passa da un software all'altro.

Aliquota zero e natura N2.2

Ogni riga ha aliquota IVA 0,00 e, per questo, deve avere un codice Natura che spieghi perché l'IVA manca. Per il forfettario il codice è N2.2 (non soggette, altri casi). Il vecchio N2 generico non è più accettato dallo SDI dal 2021: se lo usi, la fattura viene scartata. Per gli altri codici trovi la tabella completa nella guida ai codici natura IVA.

La dicitura obbligatoria

Le norme sul forfettario chiedono di indicare in fattura che l'operazione è effettuata in regime forfettario. La formula più usata, da mettere nel campo descrizione o nelle note (causale), è:

Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – regime forfettario. Operazione senza applicazione dell'IVA e non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, L. 190/2014.

La seconda parte serve quando fatturi a un sostituto d'imposta (un'azienda, uno studio, un ente): chiarisce perché non applichi la ritenuta.

Il bollo da 2 euro

Siccome la fattura del forfettario non ha IVA, se l'importo complessivo supera 77,47 euro è dovuta l'imposta di bollo di 2 euro. Nel file XML si valorizza il campo BolloVirtuale = SI (il campo ImportoBollo può riportare 2,00, ma l'Agenzia calcola comunque 2 euro per ogni fattura con bollo).

Il bollo non si paga con una marca adesiva: si versa ogni trimestre in base agli elenchi che l'Agenzia mette a disposizione nel portale Fatture e corrispettivi. Puoi addebitarlo al cliente aggiungendo una riga da 2 euro (fuori campo IVA, art. 15 DPR 633/1972), oppure tenerlo a tuo carico. Scadenze e codici tributo sono spiegati nella guida al bollo sulla fattura elettronica.

Niente ritenuta d'acconto

I compensi dei forfettari non sono soggetti a ritenuta d'acconto (art. 1, comma 67, legge 190/2014). Quindi nel file non va compilato il blocco DatiRitenuta, e il cliente sostituto d'imposta ti paga l'intero importo. Per il cliente è utile trovare in fattura la dicitura citata sopra: è la "dichiarazione" che giustifica la mancata trattenuta.

Se invece in passato eri in regime ordinario e il cliente continua ad applicarti la ritenuta per abitudine, segnalalo subito: recuperare in dichiarazione una ritenuta subita per errore è possibile, ma è una complicazione che si evita con una mail.

Esempio completo con i numeri

Una grafica forfettaria, iscritta alla Gestione separata INPS, fattura un logo a un'azienda.

VoceImporto
Compenso per progettazione logo1.200,00 €
Rivalsa INPS 4% (facoltativa)48,00 €
Bollo addebitato al cliente2,00 €
Totale documento1.250,00 €

Nel file XML:

  • TipoDocumento: TD01
  • RegimeFiscale: RF19
  • righe con AliquotaIVA 0,00 e Natura N2.2 (compenso e rivalsa)
  • riga del bollo con natura N1 (escluso art. 15)
  • BolloVirtuale: SI
  • nessun blocco DatiRitenuta
  • causale con la dicitura del forfettario

L'azienda paga 1.250 euro. Ai fini del reddito forfettario conta quanto incassato nell'anno: il forfettario segue il principio di cassa, quindi una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio pesa sui ricavi dell'anno nuovo.

Un professionista iscritto a una cassa privata (per esempio un ingegnere) al posto della rivalsa INPS indicherà il contributo integrativo della sua cassa nel blocco DatiCassaPrevidenziale, sempre con natura N2.2.

Le fatture che il forfettario riceve

L'obbligo non riguarda solo l'emissione. Anche le fatture passive arrivano via SDI, all'indirizzo telematico che hai comunicato ai fornitori (codice destinatario o PEC) o, in ogni caso, nella tua area riservata del portale Fatture e corrispettivi. Il forfettario non detrae l'IVA sugli acquisti, ma deve comunque conservare le fatture ricevute.

C'è poi un caso che sorprende molti: gli acquisti di servizi da fornitori esteri, per esempio un abbonamento software fatturato da una società irlandese. Se il servizio rientra nel reverse charge, il forfettario deve integrare la fattura con un documento elettronico (tipo TD17 per i servizi esteri), applicare l'IVA italiana e versarla con F24 entro il 16 del mese successivo, senza poterla detrarre. È uno degli adempimenti che il forfettario conserva anche se non addebita IVA ai propri clienti.

Errori che causano scarti o problemi

  • Natura N2 generica invece di N2.2: scarto immediato.
  • Aliquota zero senza natura: scarto.
  • Regime fiscale RF01: la fattura passa, ma i dati risultano incoerenti con la tua posizione.
  • Bollo dimenticato: l'Agenzia lo rileva e lo inserisce nell'elenco B del trimestre; se non lo versi, arriva una comunicazione con sanzione ridotta e interessi.
  • Ritenuta compilata per errore: il cliente ti paga meno e versa all'Erario un importo non dovuto.

Se una fattura viene scartata, è come se non fosse mai stata emessa: si corregge e si ritrasmette entro cinque giorni dalla notifica di scarto, conservando possibilmente numero e data originari. Le cause più frequenti sono raccolte nella guida alla fattura scartata dallo SDI.

Le soglie da tenere d'occhio

Il regime resta tuo finché rispetti i requisiti, a cominciare dal limite di 85.000 euro di ricavi o compensi incassati. Oltre i 100.000 euro l'uscita è immediata e l'IVA si applica già dalla fattura che fa superare il tetto, quindi chi si avvicina a queste cifre dovrebbe controllare gli incassi ogni mese. Tutti i dettagli, compresa la soglia di 35.000 euro per i redditi da lavoro dipendente confermata per il 2026, sono nella guida alle soglie del regime forfettario.

Con Fatturando.online imposti una volta il regime RF19: il programma propone natura N2.2, dicitura e bollo in automatico e genera l'XML validato sullo schema ufficiale, con la copia di cortesia in PDF per il cliente. L'invio diretto allo SDI tramite intermediario accreditato è in fase di attivazione.

Domande frequenti

Il forfettario deve emettere fattura elettronica anche ai privati?

Sì. Dal 2024 l'obbligo riguarda anche le fatture verso consumatori finali: si usa il codice destinatario 0000000 con il codice fiscale del cliente e gli si consegna una copia in PDF. Restano fuori solo le prestazioni sanitarie i cui dati vanno al Sistema Tessera Sanitaria.

Che natura IVA si usa nella fattura del forfettario?

Il codice N2.2, "non soggette – altri casi". Il codice N2 senza sottocodice non è più valido e causa lo scarto della fattura da parte dello SDI.

Il bollo da 2 euro lo paga il forfettario o il cliente?

Verso l'Erario è dovuto da chi emette la fattura, che lo versa ogni trimestre. Nulla vieta però di addebitarlo al cliente con una riga a parte da 2 euro, esclusa da IVA ai sensi dell'art. 15 del DPR 633/1972.

Il cliente può trattenere la ritenuta d'acconto a un forfettario?

No. I compensi del forfettario non sono soggetti a ritenuta, purché il contribuente lo dichiari: per questo conviene riportare in ogni fattura la dicitura che richiama l'art. 1, comma 67, della legge 190/2014.

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Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista sul caso specifico.

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