Liquidazione IVA trimestrale: chi può sceglierla e come si calcola
Aggiornata il 7 minuti di lettura
La liquidazione IVA trimestrale è il conto che fai ogni tre mesi tra l'IVA delle fatture emesse e quella delle fatture d'acquisto detraibili: se il saldo è a debito lo versi con l'F24, maggiorato dell'1% a titolo di interessi. Puoi sceglierla se l'anno precedente il tuo volume d'affari non ha superato 500.000 euro (prestazioni di servizi) o 800.000 euro (altre attività). Chi supera le soglie liquida ogni mese.
Chi può scegliere il regime trimestrale
Il regime trimestrale "per opzione" è disciplinato dall'articolo 7 del DPR 542/1999. Le soglie attuali, in vigore dalla Legge di Bilancio 2023, sono queste:
| Attività | Volume d'affari dell'anno precedente |
|---|---|
| Prestazioni di servizi (professionisti, consulenti, agenzie) | fino a 500.000 euro |
| Altre attività (commercio, produzione, cessioni di beni) | fino a 800.000 euro |
| Attività miste senza contabilità separata | fino a 800.000 euro |
Attenzione all'ultima riga: se svolgi sia servizi sia cessioni di beni e non annoti separatamente i corrispettivi, la soglia di riferimento è quella più alta, 800.000 euro. Se invece tieni le due attività distinte, guardi il volume d'affari di ciascuna rispetto alla propria soglia.
Il volume d'affari da considerare è quello dell'anno solare precedente. Per il 2026, quindi, contava il volume d'affari del 2025. Se nel 2025 hai superato la soglia, dal 1° gennaio 2026 sei tornato automaticamente mensile, senza bisogno di comunicare nulla.
Chi inizia l'attività può scegliere il trimestrale da subito, in base al volume d'affari che prevede di realizzare.
Come si esercita l'opzione
L'opzione si esercita per comportamento concludente: cominci a liquidare e versare ogni tre mesi. Poi la comunichi nel quadro VO della dichiarazione IVA relativa all'anno in cui l'hai applicata. Non serve una domanda preventiva all'Agenzia delle Entrate.
La dimenticanza della comunicazione nel quadro VO non fa perdere l'opzione, ma comporta una sanzione amministrativa. Meglio non trascurarla.
Trimestrali "speciali"
Esiste anche un regime trimestrale per natura dell'attività, che prescinde dal volume d'affari: riguarda ad esempio autotrasportatori di merci per conto terzi, distributori di carburante, esercenti di alcuni servizi pubblici. Per loro le regole sono diverse: non pagano la maggiorazione dell'1% e liquidano anche il quarto trimestre con un versamento autonomo entro il 16 febbraio dell'anno successivo. In questa guida parliamo dei trimestrali per opzione, che sono la grande maggioranza.
Come si calcola la liquidazione
Il calcolo è lo stesso della liquidazione mensile, cambia solo il periodo:
- sommi l'IVA a debito delle fatture emesse e dei corrispettivi del trimestre (IVA esigibile);
- sommi l'IVA a credito delle fatture d'acquisto registrate nel trimestre e detraibili (IVA detraibile);
- fai la differenza;
- togli l'eventuale credito del trimestre precedente;
- se il risultato è a debito, aggiungi l'1% di interessi.
Il registro IVA vendite e il registro IVA acquisti sono la base del conto: quello che non è registrato non entra in liquidazione.
Esempio con i numeri
Una piccola impresa commerciale, nel terzo trimestre 2026 (luglio-settembre), ha:
- IVA sulle fatture emesse: 9.200 euro;
- IVA sulle fatture d'acquisto detraibili: 5.400 euro;
- nessun credito dal trimestre precedente.
Il calcolo è:
| Voce | Importo |
|---|---|
| IVA esigibile | 9.200,00 |
| IVA detraibile | 5.400,00 |
| IVA dovuta | 3.800,00 |
| Interessi 1% | 38,00 |
| Totale da versare | 3.838,00 |
Il versamento si fa con l'F24, codice tributo 6033 (terzo trimestre), anno di riferimento 2026, entro il 16 novembre 2026. Gli interessi dell'1% non hanno un codice separato: si sommano all'imposta sulla stessa riga. Trovi tutti i codici nella guida ai codici tributo IVA per l'F24.
Se lo stesso conto avesse dato un credito, per esempio 1.200 euro, non avresti versato nulla e il credito sarebbe passato al trimestre successivo, dove avrebbe ridotto l'IVA da pagare.
Quando l'IVA è sotto i 100 euro
Dal 2024 (articolo 9 del D.Lgs. 1/2024) il versamento minimo è salito da 25,82 a 100 euro. Se in uno dei primi tre trimestri l'IVA dovuta non supera 100 euro, non la versi subito: la sommi a quella del trimestre successivo. In ogni caso, quello che resta in sospeso va pagato entro il 16 dicembre dello stesso anno.
Esempio: primo trimestre a debito per 70 euro. Non paghi a maggio; se nel secondo trimestre risultano 900 euro, ad agosto versi 970 euro più gli interessi.
Le scadenze dei versamenti
La regola per i trimestrali per opzione è il 16 del secondo mese successivo al trimestre, con due eccezioni: il secondo trimestre beneficia della proroga estiva fino al 20 agosto, e il quarto trimestre non si versa a febbraio ma confluisce nel saldo della dichiarazione annuale.
| Trimestre | Scadenza ordinaria | Nel 2026 | Codice tributo |
|---|---|---|---|
| 1° (gennaio-marzo) | 16 maggio | 18 maggio (il 16 era sabato) | 6031 |
| 2° (aprile-giugno) | 20 agosto | 20 agosto | 6032 |
| 3° (luglio-settembre) | 16 novembre | 16 novembre | 6033 |
| 4° (ottobre-dicembre) | 16 marzo dell'anno dopo, con il saldo annuale | 16 marzo 2027 | 6099 |
Quando la scadenza cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo.
Per il quarto trimestre l'IVA non si liquida a parte: il saldo risulta dalla dichiarazione IVA annuale e si versa con il codice 6099 entro il 16 marzo. Anche sul debito del quarto trimestre si applicano gli interessi dell'1%, che vengono calcolati nella dichiarazione stessa. Il saldo annuale può essere rateizzato, con una maggiorazione dello 0,33% al mese sulle rate successive alla prima e l'ultima rata entro il 16 dicembre.
L'acconto di dicembre
Anche chi è trimestrale deve versare l'acconto IVA entro il 27 dicembre (nel 2026 il 27 cade di domenica, quindi si arriva al 28). Il codice tributo è 6035. Con il metodo storico l'acconto è pari all'88% di quanto versato per il quarto trimestre dell'anno precedente, cioè, per i trimestrali per opzione, del saldo della dichiarazione annuale. In alternativa si può usare il metodo previsionale (88% di quanto si stima di dovere) o quello analitico (100% dell'IVA sulle operazioni dal 1° ottobre al 20 dicembre). Se l'acconto non supera 103,29 euro non si versa.
Trimestrale o mensile: cosa conviene davvero
Il trimestrale ha due vantaggi evidenti: meno adempimenti (quattro conti all'anno invece di dodici) e più liquidità, perché l'IVA incassata resta in cassa più a lungo. Su un debito medio di 4.000 euro a trimestre, l'1% costa 40 euro: per molti è un prezzo ragionevole per il tempo risparmiato.
Il mensile, però, conviene in alcuni casi:
- sei spesso a credito (esportatori, chi applica molto lo split payment o il reverse charge): con il mensile non c'è nessuna maggiorazione e il credito si recupera prima;
- vuoi un controllo stretto della cassa: dodici versamenti più piccoli sono più facili da pianificare di quattro grossi;
- hai importi molto alti: su 50.000 euro a trimestre, l'1% sono 500 euro ogni volta.
Una regola pratica: se il debito IVA è stabile e la contabilità viene tenuta da uno studio che lavora per trimestre, il trimestrale è quasi sempre la scelta più semplice.
Gli obblighi collegati
La liquidazione non vive da sola. Ogni trimestre, oltre al versamento, va trasmessa la comunicazione delle liquidazioni periodiche (LIPE), con i dati del conto appena fatto. L'Agenzia delle Entrate incrocia LIPE e versamenti: se dichiari un debito che non hai pagato, ricevi una comunicazione di irregolarità.
Se un versamento salta o è incompleto puoi rimediare con il ravvedimento operoso: versi l'imposta (comprensiva dell'1%), gli interessi al tasso legale (1,6% annuo nel 2026) e la sanzione ridotta, che cresce con il ritardo. Prima lo fai, meno paghi.
Tenere in ordine tutte queste date è il motivo per cui conviene uno scadenzario fiscale aggiornato, che avvisi qualche giorno prima di ogni versamento e di ogni comunicazione.
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Domande frequenti
Posso passare dal mensile al trimestrale in corso d'anno?
No. L'opzione vale per l'intero anno solare e si sceglie dall'inizio, comportandosi da trimestrali già dalla prima liquidazione. Se a gennaio hai liquidato come mensile, resti mensile fino a dicembre.
Se supero la soglia durante l'anno cosa succede?
Per l'anno in corso nulla: la soglia si verifica sul volume d'affari dell'anno precedente. Se a fine anno risulti oltre 500.000 o 800.000 euro, dall'anno successivo passi al regime mensile.
Gli interessi dell'1% si pagano anche quando sono a credito?
No. La maggiorazione si applica solo sull'importo a debito che effettivamente versi. Se il trimestre chiude a credito, o con un debito sotto i 100 euro rinviato, in quel momento non paghi interessi.
I forfettari devono fare la liquidazione IVA trimestrale?
No. Chi è in regime forfettario non addebita IVA in fattura e non la detrae, quindi non fa liquidazioni periodiche, non presenta la LIPE e non versa acconti IVA.
Il quarto trimestre va comunicato nella LIPE?
Sì, ma con una scelta: puoi inviare la LIPE del quarto trimestre entro la fine di febbraio, oppure includere quei dati nella dichiarazione IVA annuale, purché la presenti entro la stessa data.
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Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista sul caso specifico.

