Reverse charge e fattura elettronica: come emettere e integrare
Aggiornata il 7 minuti di lettura
Nel reverse charge, o inversione contabile, il fornitore emette la fattura senza IVA, con aliquota zero, un codice Natura della famiglia N6 e la dicitura "inversione contabile". L'IVA la assolve il cliente, che integra la fattura con aliquota e imposta e la registra sia tra le vendite sia tra gli acquisti. Con la fattura elettronica l'integrazione si fa con un documento dedicato: TD16 per il reverse charge interno, TD17, TD18 e TD19 per gli acquisti dall'estero.
Che cos'è l'inversione contabile
Di regola è il fornitore a incassare l'IVA dal cliente e a versarla. In alcuni settori considerati a rischio di frode, e in molti acquisti dall'estero, la legge sposta l'obbligo sul cliente. Il cliente, se ha diritto alla detrazione piena, registra la stessa IVA a debito e a credito: l'effetto finanziario è zero, ma l'operazione resta tracciata.
Si distinguono due grandi famiglie.
- Reverse charge interno: fornitore e cliente sono entrambi italiani. È regolato dall'art. 17, commi 5 e 6, e dall'art. 74, commi 7 e 8, del DPR 633/1972.
- Reverse charge per operazioni con l'estero: il fornitore non è stabilito in Italia e il cliente italiano assolve l'IVA (art. 17, comma 2, DPR 633/1972, e artt. 46-47 del DL 331/1993 per gli acquisti intracomunitari).
I casi di reverse charge interno
| Operazione | Norma | Natura |
|---|---|---|
| Rottami, cascami e materiali di recupero | art. 74, c. 7-8 | N6.1 |
| Oro da investimento e oro industriale, argento puro | art. 17, c. 5 | N6.2 |
| Subappalti nel settore edile | art. 17, c. 6, lett. a | N6.3 |
| Cessioni di fabbricati con opzione per l'imponibilità | art. 17, c. 6, lett. a-bis | N6.4 |
| Telefoni cellulari | art. 17, c. 6, lett. b | N6.5 |
| Console da gioco, tablet, PC e laptop, microprocessori | art. 17, c. 6, lett. c | N6.6 |
| Pulizia, demolizione, installazione impianti e completamento di edifici | art. 17, c. 6, lett. a-ter | N6.7 |
| Gas ed energia elettrica a rivenditori, certificati e quote di emissione | art. 17, c. 6, lett. d-bis, d-ter, d-quater | N6.8 |
| Altri casi previsti dalla legge | – | N6.9 |
Per i telefoni cellulari e per i prodotti elettronici della lettera c il reverse charge vale solo nelle cessioni che precedono la vendita al dettaglio. Per l'edilizia la distinzione pratica è questa: la lettera a riguarda i subappalti tra imprese del settore costruzioni, la lettera a-ter riguarda alcuni servizi relativi a edifici (pulizia, demolizione, impianti, completamento) resi a qualsiasi soggetto passivo, anche se non è un'impresa edile.
Come emette la fattura il fornitore
Il fornitore italiano emette una normale fattura TD01 con queste particolarità:
- aliquota IVA 0,00 sulle righe interessate;
- Natura N6.x corrispondente al caso, sia nella riga sia nel riepilogo;
- dicitura "inversione contabile", con l'indicazione della norma, ad esempio "Inversione contabile – art. 17, c. 6, lett. a-ter, DPR 633/1972";
- il codice destinatario o la PEC del cliente, come per qualsiasi fattura.
Esempio. Un'impresa di impianti elettrici installa un impianto in un capannone di un'azienda alimentare. Fattura 8.000 euro di imponibile con aliquota zero, Natura N6.7 e la dicitura dell'art. 17, c. 6, lett. a-ter. Il totale documento è 8.000 euro, e tanto incassa.
Sopra i 77,47 euro le fatture in reverse charge interno non scontano il bollo, perché l'operazione resta soggetta a IVA, assolta dal cliente. Se ti interessa il quadro completo dei codici, c'è la guida ai codici natura IVA.
Come integra la fattura il cliente
Reverse charge interno: TD16
Il cliente riceve la fattura senza IVA e deve integrarla con aliquota e imposta. Può farlo in due modi:
- nei registri, annotando l'integrazione nel registro vendite e in quello acquisti;
- trasmettendo allo SDI un documento TD16, in cui il cedente è il fornitore reale, il cessionario è il cliente stesso, e sono indicati imponibile, aliquota e imposta, con il riferimento alla fattura ricevuta (numero e identificativo SDI).
Per il reverse charge interno l'invio della TD16 è facoltativo. Molti lo fanno comunque perché così l'operazione entra nelle bozze dei registri e delle liquidazioni che l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione. Nel nostro esempio, l'azienda alimentare integra 8.000 euro con IVA al 22%, cioè 1.760 euro, a debito e a credito.
Il termine per l'integrazione è il mese di ricevimento della fattura, o comunque entro quindici giorni dal ricevimento, con riferimento al mese in cui la fattura è stata ricevuta.
Acquisti dall'estero: TD17, TD18, TD19
Quando il fornitore non è stabilito in Italia, il cliente italiano assolve l'IVA e, dal 1° luglio 2022, trasmette allo SDI il documento di integrazione o l'autofattura. Questo invio ha sostituito il vecchio esterometro ed è obbligatorio, salvo le esclusioni previste (operazioni documentate da bolletta doganale, operazioni già passate dallo SDI, acquisti non territorialmente rilevanti in Italia fino a 5.000 euro ciascuno).
| Codice | Quando |
|---|---|
| TD17 | Acquisto di servizi da fornitore UE o extra UE |
| TD18 | Acquisto intracomunitario di beni |
| TD19 | Acquisto da fornitore estero di beni che si trovano già in Italia (art. 17, c. 2) |
In questi documenti il cedente è il fornitore estero, con il suo codice paese e il suo identificativo: lo SDI scarta il file se indichi un fornitore italiano. Il codice destinatario può essere il tuo o quello generico, perché il documento lo invii a te stesso.
Esempio TD18. Un'officina compra da un fornitore tedesco ricambi per 2.000 euro, fattura senza IVA tedesca con la sua partita IVA DE e quella italiana dell'officina. L'officina trasmette una TD18 con imponibile 2.000, aliquota 22%, imposta 440, e registra l'IVA a debito e a credito.
Esempio TD17. Una web agency paga ogni mese 300 euro a un fornitore statunitense per un servizio cloud. Trasmette una TD17 con imponibile 300 e imposta 66. Se il fornitore fosse irlandese, il documento sarebbe sempre una TD17: cambia solo l'identificativo del cedente.
Per i termini:
- per gli acquisti intracomunitari di beni e per i servizi da fornitori UE, l'integrazione si annota entro il 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura, con riferimento al mese di ricevimento;
- per i servizi da fornitori extra UE, l'autofattura va emessa entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione;
- la trasmissione allo SDI dei dati delle operazioni passive con l'estero va fatta entro il 15 del mese successivo a quello di ricevimento del documento o di effettuazione dell'operazione.
Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo. Per le vendite all'estero, cioè il lato attivo, c'è la guida alla fattura elettronica estero.
Gli errori più comuni
- IVA applicata dove andava il reverse charge. Il fornitore che addebita IVA in un subappalto edile commette un errore, e il cliente che la paga rischia di perderne la detrazione. Si corregge con nota di credito e nuova fattura.
- Natura generica. Usare N6.9 quando il caso ha un suo sottocodice è un errore formale che sporca i dati dell'Agenzia.
- Dimenticare la dicitura. Il codice N6 non sostituisce l'indicazione "inversione contabile" richiesta dalla norma.
- TD17 per i beni o TD18 per i servizi. I codici non sono intercambiabili.
- Integrazione fuori termine. Ritardi e omissioni sono sanzionati. Se l'imposta è comunque neutra perché detraibile, le sanzioni sono più leggere, ma vanno evitate con un controllo mensile delle fatture ricevute.
Reverse charge e regimi particolari
Un forfettario che riceve una fattura in reverse charge, per esempio un acquisto di servizi da un fornitore UE, deve comunque integrarla e versare l'IVA, senza poterla detrarre. Lo stesso forfettario che subappalta lavori edili a un'impresa emette invece fattura senza IVA come forfettario, con Natura N2.2: il reverse charge non si applica a chi non addebita l'IVA.
Quanto alla scissione dei pagamenti, se un'operazione è in reverse charge prevale l'inversione contabile e lo split payment non si applica.
Su Fatturando.online le fatture in reverse charge vengono compilate con il sottocodice N6 e la dicitura corrispondenti al caso, e per gli acquisti in reverse charge l'integrazione dell'IVA viene registrata in automatico nei registri IVA e nella liquidazione, con le scritture della contabilità.
Domande frequenti
L'invio della TD16 allo SDI è obbligatorio?
No. Per il reverse charge interno l'integrazione si può fare anche solo nei registri IVA. Trasmettere la TD16 è utile perché i dati entrano nelle bozze precompilate dell'Agenzia delle Entrate.
Le fatture in reverse charge pagano il bollo?
No, nel reverse charge interno il bollo non è dovuto, perché l'operazione è soggetta a IVA anche se l'imposta la versa il cliente. Il bollo riguarda le operazioni senza IVA sopra 77,47 euro.
Che Natura uso per un subappalto edile?
N6.3, con la dicitura "inversione contabile" e il riferimento all'art. 17, comma 6, lettera a, del DPR 633/1972. Per pulizia, demolizione, impianti e completamento di edifici si usa invece N6.7, lettera a-ter.
Per un abbonamento software americano devo fare la TD17?
Sì, salvo le esclusioni previste. Il servizio è territorialmente rilevante in Italia perché il committente è italiano, quindi assolvi l'IVA con un'autofattura TD17 da trasmettere allo SDI entro il 15 del mese successivo.
Il forfettario deve integrare le fatture estere?
Sì, se acquista servizi o beni in reverse charge dall'estero deve integrare e versare l'IVA, senza poterla detrarre. È un costo spesso dimenticato da chi usa piattaforme o fornitori esteri.
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Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista sul caso specifico.

